Ciao a tutti! Sono felicissimo, siete riusciti a dimostrare coesione ed impegno (mi riferisco a tutti coloro hanno partecipato alla manifestazione contro il tentativo del governo di tassare le borse di studio) quello che da noi in Italia, soprattutto fra i giovani manca.
Ragazzi sapeste quanto siamo avanti rispetto agli stranieri per modo di intendere la vita e soprattuto come iniziative, ma purtroppo nel nostro fantastico paese siamo davvero bloccati e ci lesioniamo l'un l'altro!
Sto per scappare per prendere il treno per Marsiglia, domani ho l'aereo che mi riporterà in Italia a Roma.
Non posso mancare alla conferenza nazionale annuale del mio Segretariato Italiano dei Giovani Medici (clicca qui per Conferenza Nazionale SIGM) che si terra venerdi 20 e sabato 21 aprile, dove ci confronteremo e cercheremo di battere il ferro finchè caldo viste le istituzioni sensibilizzate all'indomani della manifestazione.
Ci sarà ovviamente una parte riferita al progetto Giovani Medici nel Mondo e la comparazione dei sistemi formativi esteri ed il nostro.
Vi invito con grande piacere a partecipare all'evento che è aperto a tutti! Magari con la scusa potremo conoscerci.
Un abbraccio.
Francesco.
mercoledì 18 aprile 2012
sabato 14 aprile 2012
SCIOPERO e MANIFESTAZIONE del 16 e 17 aprile!
Ripreso dal post precedente:
Questa settimana il governo italiano sembra stia per produrre un testo dove verrano tassati dottorandi e specializzandi... Una cosa pazzesca, indice della deriva che il nostro paese ha preso ormai de tempo e delle misure fortemente impopolari e politiche che questo governo tecnico forse in modo più che scellerato si trova costretto ad attuare per recuperare il divario!
Vi invito con forza, per chi ci crede e non, di partecipare all'astensione dall'attività di ricerca e assistenziale nei giorni 16 e 17 aprile, e per chi può e so che sono tanti di andare a Roma il 17 in piazza Parlamento per manifestare per i vostri diritti!
Nel 2008 guidai insieme ad altri amici le trattative nei salotti politici e la manifestazione a Roma contro la circolare INPS che obbligava un prelievo di circa 200 euro in più al mese: tre mesi di trattative politiche, nervoso, ansia, litigi tutto culminato nello sciopero Nazionale del 15 dicembre 2008 sotto il Ministero del Lavoro in via Flavia.
Venimmo ricevuti in 10 dal Ministro e Direttore di Gabinetto dell'Epoca, avevamo difficotà a parlare benchè fossimo in delle stanze abbastanza addentrate del Palazzo Dicasteriale, perchè VOI o chi per VOI all'epoca (circa 2000 persone) faceva un casino incredibile giù in strada, tale da impedirci di comunicare!!!
Ne uscimmo vincitori!
Ottenemmo l'annullamento della circolare! Riportammo in busta paga circa 200 euro e il blocco del recupero delle somme precedenti (la norma fatta era retroattiva!!!).
Vi prego abbandonate le idee di remissività! Partecipate allo sciopero e manifestazione a Roma!
Abbandonate l'idea del "tanto fra qualche tempo io finisco e di sti problemi non ne avrò più!" Non è così! La nostra categoria è vessata pesantemente ed a vari livelli, anche dopo! Qui colpiscono la base!
Io sto fuori dal circuito italiano si può dire ormai, ma mi fa realmente incazzare che anziché avanzare si regredisca! Io ho fatto di tutto per rimettere dentro quelle 200 euro che voi state ancora percependo e che ad oggi per altre cause vogliono derubricarvi ancora!!!
Dimostrate come effetivamente noi/voi siamo il motore reale dei policlinici universitari italiani e che benchè il contratto reciti che non siamo sostitutivi lo siamo eccome!!!
Da questa ennesima battaglia non sono esclusi gli interni perchè comunque loro, un domani, ci si augura divengano specializzandi!!!
Mi raccomando! In bocca al lupo ragazzi!
Alcuni momenti della manifestazione del 15.12.2008. 2000 medici specializzandi da tutti Italia convenuti a Roma.
Cosa scaturisce adesso da un'esperienza all'estero.
Perdonatemi per l'assenza ma sono stati giorni incredibili e molto impegnati, per fortuna in senso positivo. Unica nota negativa il mio dente del giudizio (se davvero ne ho) che comincia a farsi vivo.
Oggi scrivo con un umore particolare...
Mi sento tanto come un ebreo che è riuscito a sfuggire all'olocausto (alemeno per il momento) e vede i suoi fratelli soffrire da lontano.
Mi trovo in Francia ormai da un anno e qualche mese e giorno dopo giorno sono due i sentimenti che mi accompagnano e si fanno sempre più forti: da una parte la speranza e l'entusiasmo di una carriera professionale tutto sommato dignitosa nel prossimo futuro e dall'altra la mancanza della mia terra, dei miei amici, del nostro modo di fare indistinguibile ed inimitabile, del nostro cibo.
Questa settimana il governo italiano sembra stia per produrre un testo dove verrano tassati dottorandi e specializzandi... Una cosa pazzesca, indice della deriva che il nostro paese ha preso ormai de tempo e delle misure fortemente impopolari e politiche che questo governo tecnico forse in modo più che scellerato si trova costretto ad attuare per recuperare il divario!
I miei colleghi italiani vengono sfruttati dai baroni e medici universitari frustrati, che riversano le loro sconfitte carrieristiche su di loro.
I miei colleghi chirurghi imparano il mestiere in modo molto maccheronico sulla pelle dei pazienti una volta assunti (assunti? ma che dico? presi per il culo con dei contrattini instabili) fuori delle strutture universitarie.
I miei colleghi internisti e radiologi dopo la specializzazione si prestano a fare guardie mediche e pacchetti di ecografie o quant'altro, per società che offrono sconti incredibili, svilendo la professione del medico. D'altronde capisco bene che è la necessità di guadagnare per vivere che comporta tutto ciò, ma è troppo vergognoso.
Essendo un rappresentante del Segretariato Italiano dei Giovani Medici ho notizie di cose assurde provenienti da dietro le tende della politica sanitaria italiana. E' scandaloso!
Io non mi capacitavo già all'epoca di come si sia così ciechi per il nostro futuro, ma ad oggi non riesco nemmeno più a tollerare lo schifo della sanità italiana forte dell'esempio francese! Eppure il sistema sanitario ed univeristario per certi versi è simile al nostro!
Trovatemi un altro paese (che non sia la Spagna Grecia o Portogallo) in Europa e ditemi dove altro avviene quello che sta avvenendo alla nostra categoria in Italia.
Sono retorico lo so, non è la scoperta dell'acqua calda questa assolutamente, ma una volta che vai via dall'Italia e guardi da lontano quello che avviene, una volta che scarichi le ansie per trovare un lavoro, una volta che vedi che benchè tu sia un ragazzino di 30 anni e che ti affidano dei compiti di responsabilità che forse in Italia darebbero solo a 50 anni per la distribuzione clientelare del potere, ti rendi conto quanto il nostro Paese stia male!
Alle volte a leggere quello che avviene, propongono o fanno mi sembra davvero di essermi allontanato da un campo di battaglia fragoroso e di assistere ed ascoltare il rumore a distanza dei combattimenti sterili dall'alto di una collina!
Eppure non ci manca nulla! Siamo di gran lunga più svegli, più propositivi, più caparbi di gente non italiana!!!
Prima di venire qui, ogni volta mi chiedevo, ma che motivo avrebbero degli stranieri ad investire su uno straniero come me? Perchè mi dovrebbero pagare? Perchè mi dovrebbero assicurare? Perchè mi dovrebbero insegnare e migliorare a lavorare? Perchè mi dovrebbero dare delle responsabilità?
Ero scettico, spaventato, solo, spesso nervoso ed ad oggi sto trovando risposta a tutte queste domande.
Quanto partii per la prima volta, era l'ultimo anno della mia specializzazione della quale ero deluso perchè ero arrivato ad un plateau nell'apprendimento e non vedevo sbocchi futuri con il divertimento ed entusiasmo che ho nell'apprendere, con paga dignitosa e soprattutto non mi andava di andare avanti ed indientro per le varie cliniche di Roma o fuori per portare a casa poco più di quanto guadagna uno specializzando, senza garanzie, contributi e futuro.
Oggi è tutto diverso sto in un paese che non è il mio, ma che mi offre delle prospettive interessanti, che mi da la possibilià di sperare e Dio solo sa per chi ha un carattere come il mio, che a 30 anni ha voglia di misurarsi costantemente e non accomodarsi per avere uno stipendietto, quanto sia importante avere un terreno di gioco sul quale giocare una partita difficile ma con speranze di vittorie anzichè una partita impossibile e quindi persa dall'inizio.
Molti mi chiedono di trovargli il contatto o il lavoro, ma io non posso farlo, io posso solo consigliare come farlo. In Francia di italiani non ce ne sono tantissimi, benchè i francesi abbiano un'ottima idea a nostro riguardo.
Quello che sento di dirmi è che se siete ostinati e corretti con voi stessi il posto lo troverete, ma poi bisogna sapere resistere all'inizio... e comunque mi riferisco sia in Francia che altrove!
Il consiglio principale è proprio di partire durante la specializzazione, negli ultimi tempi, perchè sarete pagati e perchè avrete modo di valutare se i vari postri che riuscirete a valutare vi saranno convenienti o meno, per ritornarci pochi mesi dopo una volta specializzati!
Oggi scrivo con un umore particolare...
Mi sento tanto come un ebreo che è riuscito a sfuggire all'olocausto (alemeno per il momento) e vede i suoi fratelli soffrire da lontano.
Mi trovo in Francia ormai da un anno e qualche mese e giorno dopo giorno sono due i sentimenti che mi accompagnano e si fanno sempre più forti: da una parte la speranza e l'entusiasmo di una carriera professionale tutto sommato dignitosa nel prossimo futuro e dall'altra la mancanza della mia terra, dei miei amici, del nostro modo di fare indistinguibile ed inimitabile, del nostro cibo.
Questa settimana il governo italiano sembra stia per produrre un testo dove verrano tassati dottorandi e specializzandi... Una cosa pazzesca, indice della deriva che il nostro paese ha preso ormai de tempo e delle misure fortemente impopolari e politiche che questo governo tecnico forse in modo più che scellerato si trova costretto ad attuare per recuperare il divario!
I miei colleghi italiani vengono sfruttati dai baroni e medici universitari frustrati, che riversano le loro sconfitte carrieristiche su di loro.
I miei colleghi chirurghi imparano il mestiere in modo molto maccheronico sulla pelle dei pazienti una volta assunti (assunti? ma che dico? presi per il culo con dei contrattini instabili) fuori delle strutture universitarie.
I miei colleghi internisti e radiologi dopo la specializzazione si prestano a fare guardie mediche e pacchetti di ecografie o quant'altro, per società che offrono sconti incredibili, svilendo la professione del medico. D'altronde capisco bene che è la necessità di guadagnare per vivere che comporta tutto ciò, ma è troppo vergognoso.
Essendo un rappresentante del Segretariato Italiano dei Giovani Medici ho notizie di cose assurde provenienti da dietro le tende della politica sanitaria italiana. E' scandaloso!
Io non mi capacitavo già all'epoca di come si sia così ciechi per il nostro futuro, ma ad oggi non riesco nemmeno più a tollerare lo schifo della sanità italiana forte dell'esempio francese! Eppure il sistema sanitario ed univeristario per certi versi è simile al nostro!
Trovatemi un altro paese (che non sia la Spagna Grecia o Portogallo) in Europa e ditemi dove altro avviene quello che sta avvenendo alla nostra categoria in Italia.
Sono retorico lo so, non è la scoperta dell'acqua calda questa assolutamente, ma una volta che vai via dall'Italia e guardi da lontano quello che avviene, una volta che scarichi le ansie per trovare un lavoro, una volta che vedi che benchè tu sia un ragazzino di 30 anni e che ti affidano dei compiti di responsabilità che forse in Italia darebbero solo a 50 anni per la distribuzione clientelare del potere, ti rendi conto quanto il nostro Paese stia male!
Alle volte a leggere quello che avviene, propongono o fanno mi sembra davvero di essermi allontanato da un campo di battaglia fragoroso e di assistere ed ascoltare il rumore a distanza dei combattimenti sterili dall'alto di una collina!
Eppure non ci manca nulla! Siamo di gran lunga più svegli, più propositivi, più caparbi di gente non italiana!!!
Prima di venire qui, ogni volta mi chiedevo, ma che motivo avrebbero degli stranieri ad investire su uno straniero come me? Perchè mi dovrebbero pagare? Perchè mi dovrebbero assicurare? Perchè mi dovrebbero insegnare e migliorare a lavorare? Perchè mi dovrebbero dare delle responsabilità?
Ero scettico, spaventato, solo, spesso nervoso ed ad oggi sto trovando risposta a tutte queste domande.
Quanto partii per la prima volta, era l'ultimo anno della mia specializzazione della quale ero deluso perchè ero arrivato ad un plateau nell'apprendimento e non vedevo sbocchi futuri con il divertimento ed entusiasmo che ho nell'apprendere, con paga dignitosa e soprattutto non mi andava di andare avanti ed indientro per le varie cliniche di Roma o fuori per portare a casa poco più di quanto guadagna uno specializzando, senza garanzie, contributi e futuro.
Oggi è tutto diverso sto in un paese che non è il mio, ma che mi offre delle prospettive interessanti, che mi da la possibilià di sperare e Dio solo sa per chi ha un carattere come il mio, che a 30 anni ha voglia di misurarsi costantemente e non accomodarsi per avere uno stipendietto, quanto sia importante avere un terreno di gioco sul quale giocare una partita difficile ma con speranze di vittorie anzichè una partita impossibile e quindi persa dall'inizio.
Molti mi chiedono di trovargli il contatto o il lavoro, ma io non posso farlo, io posso solo consigliare come farlo. In Francia di italiani non ce ne sono tantissimi, benchè i francesi abbiano un'ottima idea a nostro riguardo.
Quello che sento di dirmi è che se siete ostinati e corretti con voi stessi il posto lo troverete, ma poi bisogna sapere resistere all'inizio... e comunque mi riferisco sia in Francia che altrove!
Il consiglio principale è proprio di partire durante la specializzazione, negli ultimi tempi, perchè sarete pagati e perchè avrete modo di valutare se i vari postri che riuscirete a valutare vi saranno convenienti o meno, per ritornarci pochi mesi dopo una volta specializzati!
sabato 24 marzo 2012
Medicina e Formazione in Francia 3
Ciao a tutti, qui in Linguadoca oggi c'è un sole meraviglioso, sembra che la primavera stia davvero arrivando.
Io e Gaston, FFI congolese e grande amico.
E' bellissimo la mattina quando arrivo al parcheggio del personale dell'ospedale (il mio CHU sta su una collinetta dominante tutta la città) sentire l'odore del boschetto intorno e il cinguettio degli uccelli, peccato che dopo poco secondi sono già al lavoro :(.
Torniamo alla descrizione delle varie possibilità offerte da quello che sembra essere il primo sistema sanitario al mondo per qualità e solidarietà delle cure (classifica WHO. L'Italia è seconda ma solo per solidarietà delle cure).
Penso abbiate ben compreso che in Francia ci sia una "medicopenia" stravolgente, destinata a durare fino al 2020 apparentemente.
Le università francesi d'accordo col rispettivo sistema sanitario mettono a disposizione per gli specializzandi stranieri uno status definito F.F.I. (faisant fonction intern = facente funzioni specializzando) retribuito a 1300 euro fisse al mese, che incrementano necessariamente con le guardie, pagate come quelle degli altri specializzandi.
Gli FFI in realtà sono trattati come dei veri e propri specializzandi francesi, una volta integrati nel reparto, e senza ombra di dubbio gli stranieri intracomunitari vengono corteggiati a continuare a lavorare ed eventualmente a restare.
Ovviamente è bene che comprendiate che sono dei posti, come d'altro canto tutti gli altri status esistenti, che rientrano nel capitolo di spesa dell'amministrazione sanitaria e del reparto, quindi da CHU a CHU e da reparto a reparto cambia la disponibilità.
Normalmente l'FFI è destinato a coloro che non hanno ancora il "diplome", cioè la laurea e vi ricordo che qui in Francia, come ho già spiegato, il titolo di medico lo si acquisisce alla fine della specializzazione con un'unica tesi.
Teoricamente quindi a coloro che vengono dagli altri paesi europei o extra, ma già in possesso della laurea in medicina e chirurgia riconosciuta in "transalpinolandia", hanno diritto non più al posto di FFI, bensì a quello di Attaché (assistente del reparto), con remunerazione fissa di 2100 euro e guardie pagate a 240 euro nell'infrasettimanale e sabato e domenica intorno alle 450 (parlo di cifre lorde, ma cmq ottime no?).
Purtroppo questo non è sempre vero. Infatti non sempre per coloro che dispongono già di una laurea in medicina, già riconosciuta a livello europeo e Francia quindi, viene proposto sin da subito l'Attachè.
Questo infatti dipende tanto dalla disponibilità economica del reparto e soprattutto dalla volontà del primario (che in Francia è quasi più importante del direttore generale!).
Da un lato questo è ottimo perchè chi arriva in questo sistema e non conosce le metodiche di lavoro, la lingua e le procedure e si trova ad iniziare con un FFI è abbastanza protetto. Potrà imparare e lavorare come uno specializzando francese qualsiasi, con un carico di responsabilità ridotto.
Vi ricordo che se fate uno stage in Francia, durante la vostra specializzazione italiana (avete 18 mesi da poter fare fuori dalla vostra struttura originaria se il consiglio della vostra scuola ve lo consente), della durata superiore a 6 mesi almeno e vi hanno accordato un posto da FFI potrete guadagnare 1300 in Francia (senza contare le guardie) e 1800 in Italia. Ovviamente l'Italia non deve essere a conoscenza della vostra rendita nell'Esagono altrimenti sono cazzi!!! Definitemi pure fomentatore di popolo e verso la frode, ma sicuramente non sono un falso e cmq a voi la scelta ;).
In ogni caso ricordatevi una cosa, non badate troppo ai soldi se avrete il coraggio di lasciare l'Italia per un periodo, se non a quelli necessari per vivere, pensate alla vostra formazione!!! Io ho cominciato self-sponsored abitando in uno degli internat dell'ospedale (esperienza fighissima), poi le altre cose sono venute da sole.
Quando un primario nota che arrivate alle 8 insieme a lui ed andate via alle 20 o oltre, mentre alle 18:30 gli specializzandi sono già belli che andati via e che partecipate agli staff multidisciplinari, interagite, proponete, preparate lezioni e le fate voi stessi, insomma che vi lanciate come ho fatto io, non può non proporvi di restare! Hanno bisogno di gente di carattere ed apprezzano gli italiani più degli altri stranieri e poi... per i maschietti a cui piacciono le francesi (io non sono fra questi) col nostro accento italiano in francese, si fanno davvero tante, ma tante "vittime" ;) (certo... pensate un attimo al fatto che non c'è il bidet però! bleah! :D)
Gli specializzandi francesi ragionano nel mio caso così: medicina, radiologia= privato= soldi, tantissimi soldi.
Nessuno vi impedisce di guadagnare all'infinito sin da subito, c'è carenza anche nel privato qui, ma a dipende tanto dalle vostre scelte e da quello che volete nella vostra vita. Gli stipendi ospedalieri non sono male qui anche se si lavora di più che in Italia (da noi 6h al giorno, qui il turno è 8/18:30).
Spero di essere stato utile. La prossima volta credo di poter cominciare a chiudere il capitolo Medicina e Formazione in Francia.
Qui di sotto io con delle amiche italo-francesi.
Io e Gaston, FFI congolese e grande amico.
venerdì 23 marzo 2012
Constatazione del mio stato in Francia
Non riesco a crederci... ogni giorno che passa succede sempre qualcosa da notare per il mio sistema mentale.
In positivo o in negativo che sia ogni giorno rimarco qualcosa...
Sia in nel posto in cui lavoro, sia nella vita quotidiana.
Quanto mi dispiace vedere da lontano la terra che amo nella condizione più disperata dal punto di vista intellettuale e propositivo...
Ogni giorno penso che fra qualche tempo devo e dovrò tornare in Italia, ma quando mi fermo a fare il punto della situazione non c'è nulla, dentro di me, che mi inviti a combattere per ritornarci.
E' davvero incredibile come una semplice ora di aereo faccia letteralmente tanta diferrenza tra la nostra terra e quella in cui vivo ora.
Siamo davvero lontani anni luce su tantissime cose e punti di vista.
Quando sento loro, i francesi, lamentarsi per delle cose, tali che noi non riusciremmo nemmeno ad immaginare, mi viene da ridere per loro perchè lamentano davvero disfunzioni ai miei occhi inesistenti; sorrido con dispiacere per noi, pensando alla nostra terra così lontana da potersi consentire uno sterile compianto per delle cose che funzionano ai massimi livelli e che ogni tanto fanno le bizze.
Qui in Francia di italiani medici non siamo tantissimi, noi giustamente guardiamo molto ai paesi anglofoni, disconoscendo l'elevata formazione medica che questo paese dispone.
Dalla nostra c'è la voglia di fare, di imparare, di misurarsi, di competere con persone di un certo livello (non dei palloni gonfiati come spesso succede nelle nostre università) e il grande spirito di iniziativa che ci caratterizza.
Io mi ritengo ormai un doppio emigrato: prima a Roma e poi ora in Francia.
Dalla loro c'è la sofferenza nostra, iniziale, della solitudine, la diffidenza iniziale da parte loro che ci raffredda, l'incapacità di una lingua più difficile della nostra, il cibo, cultura e modo di fare differente.
Non sono cattivi, sono proprio così... anche fra loro, ma qui al sud è diverso, è meno pronunciato e amano coloro a cui piace giocare e cimentarsi, riconoscono lo sforzo benchè i più competitivi ne soffrano.
Bello è lo spirito di coesione che ci caratterizza quando ci riconosciamo: ormai sono cliente fisso di due ristoratori italiani e poi all'interno dell'enorme CHU (ospedale universitario dove lavoro), siamo circa 2000 persone e ci siamo riconosciuti fra gli italiani.
Siamo in appena 5 io radiologo calabrese (anni 30), Damiano P. di Cagliari mia spalla e radiologo digestivo (anni 34), Massimo DM pediatra-neonatologo di Sorrento simpaticissimo (forse anni 57? da 30 anni in Francia), Giovanni C. brianzolo ultracool (forse anni 44? da 15 anni in Francia) e una specializzanda di Napoli Giovanna S. che ha aperto gli occhi sulla realtà estera (anni 30 da 6 mesi in Francia).
E' figo quando capita di mangiare insieme su al ristorante, ognuno per educazione parla in francese per non escludere i colleghi madrelingua, ed è li che facciamo sfoggio dei nostri accenti anche in francese!!!
Che insalata! Tra l'altro io mantengo inalterato il mio "calafricano".
Peccato ci si incroci soltanto al lavoro... poi dopo queste brevi pause, torniamo a noi, credo loro, i più vecchi, con la stessa idea inalterata che avevano anni fa quando sono arrivati nell'esagono.
La stessa idea che credo mi faccia da propellente da più di un anno a questa parte: il riscatto, la voglia di imparare, di stare bene ma sopratutto, ed io ne sono eterna vittima di questa componente: la voglia di misurarsi!!!
In positivo o in negativo che sia ogni giorno rimarco qualcosa...
Sia in nel posto in cui lavoro, sia nella vita quotidiana.
Quanto mi dispiace vedere da lontano la terra che amo nella condizione più disperata dal punto di vista intellettuale e propositivo...
Ogni giorno penso che fra qualche tempo devo e dovrò tornare in Italia, ma quando mi fermo a fare il punto della situazione non c'è nulla, dentro di me, che mi inviti a combattere per ritornarci.
E' davvero incredibile come una semplice ora di aereo faccia letteralmente tanta diferrenza tra la nostra terra e quella in cui vivo ora.
Siamo davvero lontani anni luce su tantissime cose e punti di vista.
Quando sento loro, i francesi, lamentarsi per delle cose, tali che noi non riusciremmo nemmeno ad immaginare, mi viene da ridere per loro perchè lamentano davvero disfunzioni ai miei occhi inesistenti; sorrido con dispiacere per noi, pensando alla nostra terra così lontana da potersi consentire uno sterile compianto per delle cose che funzionano ai massimi livelli e che ogni tanto fanno le bizze.
Qui in Francia di italiani medici non siamo tantissimi, noi giustamente guardiamo molto ai paesi anglofoni, disconoscendo l'elevata formazione medica che questo paese dispone.
Dalla nostra c'è la voglia di fare, di imparare, di misurarsi, di competere con persone di un certo livello (non dei palloni gonfiati come spesso succede nelle nostre università) e il grande spirito di iniziativa che ci caratterizza.
Io mi ritengo ormai un doppio emigrato: prima a Roma e poi ora in Francia.
Dalla loro c'è la sofferenza nostra, iniziale, della solitudine, la diffidenza iniziale da parte loro che ci raffredda, l'incapacità di una lingua più difficile della nostra, il cibo, cultura e modo di fare differente.
Non sono cattivi, sono proprio così... anche fra loro, ma qui al sud è diverso, è meno pronunciato e amano coloro a cui piace giocare e cimentarsi, riconoscono lo sforzo benchè i più competitivi ne soffrano.
Bello è lo spirito di coesione che ci caratterizza quando ci riconosciamo: ormai sono cliente fisso di due ristoratori italiani e poi all'interno dell'enorme CHU (ospedale universitario dove lavoro), siamo circa 2000 persone e ci siamo riconosciuti fra gli italiani.
Siamo in appena 5 io radiologo calabrese (anni 30), Damiano P. di Cagliari mia spalla e radiologo digestivo (anni 34), Massimo DM pediatra-neonatologo di Sorrento simpaticissimo (forse anni 57? da 30 anni in Francia), Giovanni C. brianzolo ultracool (forse anni 44? da 15 anni in Francia) e una specializzanda di Napoli Giovanna S. che ha aperto gli occhi sulla realtà estera (anni 30 da 6 mesi in Francia).
E' figo quando capita di mangiare insieme su al ristorante, ognuno per educazione parla in francese per non escludere i colleghi madrelingua, ed è li che facciamo sfoggio dei nostri accenti anche in francese!!!
Che insalata! Tra l'altro io mantengo inalterato il mio "calafricano".
Peccato ci si incroci soltanto al lavoro... poi dopo queste brevi pause, torniamo a noi, credo loro, i più vecchi, con la stessa idea inalterata che avevano anni fa quando sono arrivati nell'esagono.
La stessa idea che credo mi faccia da propellente da più di un anno a questa parte: il riscatto, la voglia di imparare, di stare bene ma sopratutto, ed io ne sono eterna vittima di questa componente: la voglia di misurarsi!!!
domenica 18 marzo 2012
Uguaglianza Francese e Ordine dei Medici
Ciao a tutti!
Sempre più ritardatario ormai, infatti man mano che vado avanti accumulo impegni e progetti da portare avanti.
Che dirvi? Meglio così anzichè piangersi addosso per non avere nulla per le mani e soprattutto per il non fare un qualcosa che ci appaga e che si desidera.
Si fa sempre più forte dentro di me la convinzione che bisogna andare via dall'Italia a titolo formativo per un periodo, con l'idea di apprendere un'idea della medicina diversa ed una cultura diversa e per poi ritornare, qualora le condizioni lo consentano.
A me l'Italia manca da morire... il cibo, la cultura, la donna italiana (date delle lezioni di classe ed eleganza alle transalpine senza nemmeno saperlo o forse si? :D), il nostro modo di vivere insomma!
Sottolineo che il nostro "italian style" da loro invidiato è forse in gran parte causa dei nostri mali, ma questo è un altro capitolo.
Oggi volevo parlare di un merito del popolo francese. E' vero che è freddo sulle prime battute e diffidente, ma è comunque davvero il depositario della libertà, uguaglianza e fratellanza!!! Trovate questo Logo dappertutto qui e cavolo se ogni singolo cittadino ci crede (ameno quelli incotrati finora!).
Dovete sapere che la Francia è davvero un paese cosmopolita! E ovviamente si ritrovano in continente un sacco perosone provenienti dai territori che hanno conquistato (tutto il Magreb o l'Africa Nera), ormai naturalizzate francesi.
I francesi continentali non li amano tantissimo, ma con tutto ciò non fiatano contro di loro, esprimono rispetto continuo per la loro cultura, ma ribadisco non sono felicissimi di averceli intorno.
Inoltre bisogna aggiungere che quando questi immigrati divengono francesi hanno completamente gli stessi diritti dai francesi purosangue (so che è una cosa normale, ma cercate di comprendere la sottigliezza)!
Mi fa davvero piacere vedere come a mensa esistono cibi a scelta e vari per persone di varia religione e come gli inservienti si prodigano a trovare una pietanza commestibile dal musulmano ritardatario, che non trova il suo pollo, poichè terminato!
Inoltre questo paese è stupendo perchè anche se difficilmente consente la carriera fino ai massimi llivelli per chi non è francese, da una marea di alternative soddisfacenti sia sul punto delle responsabilità che economiche a coloro che non sono francesi.
Va da sè che se ci si naturalizza francesi il discorso cambia ed anche se sei nero o giallo puoi divenire presidente della repubblica.
Sappiate che qui in Francia nel 90% dei casi la classe dirigente è costituita da politici o funzionari che hanno frequentato quelle che sono le Grands Ecoles (grandi scuole), che sono delle scuole difficilissime da accedervi e frequentare! Qui si parla infatti di test ultradifficili che selezionano, psicologicamente e dal punto di vista delle inclinazioni i ragazzi che si candidano (ovviamente sono aperte a tutti senda distinzioni). Sono dedite allo studio dell'ingegneria, economia, diplomazia e scienze politiche.
Le selezioni sono ovunque in Francia, ma a chi non riesce è sempre proposta un'alternativa!
Sono scuole istituite all'epoca da uno dei più illuminati statisti che la storia della politica abbia mai potuto conoscere: "Charles De Gaulle".
Ora sappiate che Sarkozy è l'unico presidente della Repubblica Francese a non aver frequentato queste scuole.
I Francesi stanno per andare al voto. Non sono contenti di "Sarkò", non lo vogliono più, dicono sia l'omologo di Berlusconi .
Comunque alla mia domanda, ma perchè "Sarkò" (vi ricordo che i francesi abbreviano tutto!!!) è riuscito a divenire presidente della Repubblica nonostante non avesse le grandi scuole? Perchè avete permesso ciò? La risposta mi ha gelato e mi ha fatto capire quanto sta avanti questo popolo da questo punto di vista: "perchè non concedere la possibilità a chi non ha frequentato le grandi scuole va contro il principio di uguaglianza che ci caratterizza!".
Sono stato ufficializzato all'ordine dei medici il mese scorso! Ho fatto tutte le pratiche dovute per riconoscere i miei titoli e dopo l'avallo del Consiglio Nazionale di Parigi ( Parigi mette parola su tutto ed in ultima istanza! Qui non sanno manco che cosa sia il federalismo,) sono stato convocato all'ordine.
Io mi sono presentato col mio giubbottino, jeans, snikers e con uno zainetto! Mica avevo capito che era una cosa ufficiale e che c'era un cerimoniale da seguire, ma d'altronde ero appena uscito dall'ospedale...
Avranno apprezzato la sincerità.
Insomma ero nella sala d'aspetto dell'ordine e stavo guardando sulle bacheca la marea di annunci per remplacements (sostituzioni) a 1000 euro al giorno (in posti sperduti della Francia (questo giustifica il prezzo) per radiologi, anestesisti, chirurghi oncologi e ORL) quando mi sento chiamare alle spalle: "Monsieur Macrì...". Mi giro ed era l'hostess del consiglio che mi avvisava che era il mio turno.
Mi porta lungo un corridoio lunghissimo dove in fondo c'è una porta (ho avuto una sensazione fantozziana per un attimo), entro e c'è una grande scrivania con dietro due persone; un uomo ed una donna.
Si presentano, sono due consiglieri dell'ordine, sono lì per "salutarmi".
I due cominciano a pormi una marea di domande sul perchè sono venuto in Francia, dove sono nato, di che mi occupo, che interessi ho, se sono sposato o fidanzato, se ho figli etc. etc..
Un discorso con una relativa connessione, ma che non riuscivo a ben decifrare... nel frattempo mentre parlavo uno dei due barrava della caselle su un foglio, ma non riuscivo a vedere bene, ero distante e poi sono un bastardo miope!!!
Ad un certo punto la donna mi dice con tono serio: "ma lei è cosciente che probabilmente per questa sua scelta potrebbe non voler più tornare a lavorare nel suo bel paese?" Ed io: "ho valutato tutte le ipotesi, ma dipende da quello che la Francia mi offrirà".
Alla fine del discorso i due con voce e modo entusiasta si alzano a stringermi la mano e mi dicono le seguenti parole: "Dr. Macrì la Francia è felice di accoglierla e fa confidenza nel suo operato e serietà e spera che lei si ambienti al meglio nel nostro paese. Per problemi di qualsiasi natura, lei ha dei referenti specializzati in questa sede. Ci aspettiamo che lei come gli altri colleghi stranieri che ospitiamo volentieri ci aiutiate a superare con decisione e dignità la mancanza di medici del nostro paese!"
Tradotto a mio parere: siamo felici di averti nel pubblico ma non te ne andare da lì nel privato altrimenti ci rovini!
Alla fine senza saperlo mi hanno testato, mi hanno fatto domande di tutti i tipi, volte a conoscere le mie intenzioni, cioè se ero lì perchè il loro privato (ultraremunerativo) mi facesse gola, se avessi semplicemente bisogno di uno stipendio visto che l'Italia è combinata peggio della Grecia e svilisce sempre di più la nostra professione, oppure semplicemente perchè volevo formarmi. Ovviamente ho fatto risaltare l'ultima idea, ho detto che volevo restare all'università perchè avevo bisogno di formarmi ancora (e non che non sia vero)!!!
Inoltre quel foglio che veniva riempito da uno dei due consiglieri, mano mano che io parlavo era anche per valutare il mio livello di lingua!!! Infatti alla fine sono risultato fluente, ma con piccole resistenze!
Spero abbiate ben intuito i messaggi di oggi, sono abbastanza chiari: principio di uguaglianza francese e cosa più importante per chi è intenzionato all'avventura francese il test all'ordine dei medici...
Un bacio e alla prossima.
Sempre più ritardatario ormai, infatti man mano che vado avanti accumulo impegni e progetti da portare avanti.
Che dirvi? Meglio così anzichè piangersi addosso per non avere nulla per le mani e soprattutto per il non fare un qualcosa che ci appaga e che si desidera.
Si fa sempre più forte dentro di me la convinzione che bisogna andare via dall'Italia a titolo formativo per un periodo, con l'idea di apprendere un'idea della medicina diversa ed una cultura diversa e per poi ritornare, qualora le condizioni lo consentano.
A me l'Italia manca da morire... il cibo, la cultura, la donna italiana (date delle lezioni di classe ed eleganza alle transalpine senza nemmeno saperlo o forse si? :D), il nostro modo di vivere insomma!
Sottolineo che il nostro "italian style" da loro invidiato è forse in gran parte causa dei nostri mali, ma questo è un altro capitolo.
Oggi volevo parlare di un merito del popolo francese. E' vero che è freddo sulle prime battute e diffidente, ma è comunque davvero il depositario della libertà, uguaglianza e fratellanza!!! Trovate questo Logo dappertutto qui e cavolo se ogni singolo cittadino ci crede (ameno quelli incotrati finora!).
Dovete sapere che la Francia è davvero un paese cosmopolita! E ovviamente si ritrovano in continente un sacco perosone provenienti dai territori che hanno conquistato (tutto il Magreb o l'Africa Nera), ormai naturalizzate francesi.
I francesi continentali non li amano tantissimo, ma con tutto ciò non fiatano contro di loro, esprimono rispetto continuo per la loro cultura, ma ribadisco non sono felicissimi di averceli intorno.
Inoltre bisogna aggiungere che quando questi immigrati divengono francesi hanno completamente gli stessi diritti dai francesi purosangue (so che è una cosa normale, ma cercate di comprendere la sottigliezza)!
Mi fa davvero piacere vedere come a mensa esistono cibi a scelta e vari per persone di varia religione e come gli inservienti si prodigano a trovare una pietanza commestibile dal musulmano ritardatario, che non trova il suo pollo, poichè terminato!
Inoltre questo paese è stupendo perchè anche se difficilmente consente la carriera fino ai massimi llivelli per chi non è francese, da una marea di alternative soddisfacenti sia sul punto delle responsabilità che economiche a coloro che non sono francesi.
Va da sè che se ci si naturalizza francesi il discorso cambia ed anche se sei nero o giallo puoi divenire presidente della repubblica.
Sappiate che qui in Francia nel 90% dei casi la classe dirigente è costituita da politici o funzionari che hanno frequentato quelle che sono le Grands Ecoles (grandi scuole), che sono delle scuole difficilissime da accedervi e frequentare! Qui si parla infatti di test ultradifficili che selezionano, psicologicamente e dal punto di vista delle inclinazioni i ragazzi che si candidano (ovviamente sono aperte a tutti senda distinzioni). Sono dedite allo studio dell'ingegneria, economia, diplomazia e scienze politiche.
Le selezioni sono ovunque in Francia, ma a chi non riesce è sempre proposta un'alternativa!
Sono scuole istituite all'epoca da uno dei più illuminati statisti che la storia della politica abbia mai potuto conoscere: "Charles De Gaulle".
Ora sappiate che Sarkozy è l'unico presidente della Repubblica Francese a non aver frequentato queste scuole.
I Francesi stanno per andare al voto. Non sono contenti di "Sarkò", non lo vogliono più, dicono sia l'omologo di Berlusconi .
Comunque alla mia domanda, ma perchè "Sarkò" (vi ricordo che i francesi abbreviano tutto!!!) è riuscito a divenire presidente della Repubblica nonostante non avesse le grandi scuole? Perchè avete permesso ciò? La risposta mi ha gelato e mi ha fatto capire quanto sta avanti questo popolo da questo punto di vista: "perchè non concedere la possibilità a chi non ha frequentato le grandi scuole va contro il principio di uguaglianza che ci caratterizza!".
Sono stato ufficializzato all'ordine dei medici il mese scorso! Ho fatto tutte le pratiche dovute per riconoscere i miei titoli e dopo l'avallo del Consiglio Nazionale di Parigi ( Parigi mette parola su tutto ed in ultima istanza! Qui non sanno manco che cosa sia il federalismo,) sono stato convocato all'ordine.
Io mi sono presentato col mio giubbottino, jeans, snikers e con uno zainetto! Mica avevo capito che era una cosa ufficiale e che c'era un cerimoniale da seguire, ma d'altronde ero appena uscito dall'ospedale...
Avranno apprezzato la sincerità.
Insomma ero nella sala d'aspetto dell'ordine e stavo guardando sulle bacheca la marea di annunci per remplacements (sostituzioni) a 1000 euro al giorno (in posti sperduti della Francia (questo giustifica il prezzo) per radiologi, anestesisti, chirurghi oncologi e ORL) quando mi sento chiamare alle spalle: "Monsieur Macrì...". Mi giro ed era l'hostess del consiglio che mi avvisava che era il mio turno.
Mi porta lungo un corridoio lunghissimo dove in fondo c'è una porta (ho avuto una sensazione fantozziana per un attimo), entro e c'è una grande scrivania con dietro due persone; un uomo ed una donna.
Si presentano, sono due consiglieri dell'ordine, sono lì per "salutarmi".
I due cominciano a pormi una marea di domande sul perchè sono venuto in Francia, dove sono nato, di che mi occupo, che interessi ho, se sono sposato o fidanzato, se ho figli etc. etc..
Un discorso con una relativa connessione, ma che non riuscivo a ben decifrare... nel frattempo mentre parlavo uno dei due barrava della caselle su un foglio, ma non riuscivo a vedere bene, ero distante e poi sono un bastardo miope!!!
Ad un certo punto la donna mi dice con tono serio: "ma lei è cosciente che probabilmente per questa sua scelta potrebbe non voler più tornare a lavorare nel suo bel paese?" Ed io: "ho valutato tutte le ipotesi, ma dipende da quello che la Francia mi offrirà".
Alla fine del discorso i due con voce e modo entusiasta si alzano a stringermi la mano e mi dicono le seguenti parole: "Dr. Macrì la Francia è felice di accoglierla e fa confidenza nel suo operato e serietà e spera che lei si ambienti al meglio nel nostro paese. Per problemi di qualsiasi natura, lei ha dei referenti specializzati in questa sede. Ci aspettiamo che lei come gli altri colleghi stranieri che ospitiamo volentieri ci aiutiate a superare con decisione e dignità la mancanza di medici del nostro paese!"
Tradotto a mio parere: siamo felici di averti nel pubblico ma non te ne andare da lì nel privato altrimenti ci rovini!
Alla fine senza saperlo mi hanno testato, mi hanno fatto domande di tutti i tipi, volte a conoscere le mie intenzioni, cioè se ero lì perchè il loro privato (ultraremunerativo) mi facesse gola, se avessi semplicemente bisogno di uno stipendio visto che l'Italia è combinata peggio della Grecia e svilisce sempre di più la nostra professione, oppure semplicemente perchè volevo formarmi. Ovviamente ho fatto risaltare l'ultima idea, ho detto che volevo restare all'università perchè avevo bisogno di formarmi ancora (e non che non sia vero)!!!
Inoltre quel foglio che veniva riempito da uno dei due consiglieri, mano mano che io parlavo era anche per valutare il mio livello di lingua!!! Infatti alla fine sono risultato fluente, ma con piccole resistenze!
Spero abbiate ben intuito i messaggi di oggi, sono abbastanza chiari: principio di uguaglianza francese e cosa più importante per chi è intenzionato all'avventura francese il test all'ordine dei medici...
Un bacio e alla prossima.
sabato 25 febbraio 2012
Medicina e formazion in Francia 2
Ciao a tutti, come promesso, seppur in ritardo, torno di nuovo a parlare di medicina e formazione in Francia. Perdonatemi per il ritardo, ma poichè sono in fase organizzativa, dovuta prevalentemente al trasloco in un nuovo appartamento, non ho avuto tempo per continuare ad aggiornare il blog.
Pregherei come ribadito più volte di pormi delle domande direttamente sul blog, in modo tale che i colleghi leggano le mie risposte, evitandomi di riscriverle più volte.
Andiamo al dunque: eravamo rimasti che alla fine del VI anno di medicina i colleghi francesi affrontano un esame "terribile", cioè l'ECN. Questo consta di una sessione di 3 giorni dove appunto vengono proposti dei casi clinici con domande a risposta multipla e il terzo ed ultimo giorno in genere si tratta di leggere un articolo in linua originale, senza abstract, e il fine è appunto proprio quello di crearlo leggendo il resto delle parti dell'articolo. Ovviamente l'articolo è in Francese ;).
Perchè questo esame è "terribile"? Non perchè esso, a differenza di quello "pilotato" italiano, pregiudica al formando medico francese la possibilità di entrare in scuola si specializzazione (perchè dopo questo esame tutti avranno cmq un posto), bensì perchè la riuscita di questo esame, a graduatoria nazionale, condiziona la scelta del tipo di corso di specializzazione e la città o ancora meglio la contea di città in cui si svolgerà per almno 5 anni.
Sono i primi classificati infatti che hanno la possibilità di scegliere la scuola di specializzazione e dove andare a seguire, ribadisco il tutto su una graduatoria nazionale!!! Quindi stiamo parlando di gente già iperselezionata dal precedente "esamone" di medicina tra primo e secondo anno, che si affronta nel secondo esamone, non per regione o università, ma a livello nazionale. Spero che l'idea sia chiara!!!
Io ad oggi sono completamente d'accordo col sistema a graduatoria nazionale per molti versi, tranne che per alcuni che vi elencherò dopo.
Dunque mano mano che i "bravissimi" scelgono quindi specializzazione e città/contea, e che quindi i posti cominciano ad essere occupati, i seguenti nella graduatoria cercano di arrangiarsi scegliendo almeno la specializzazione qualoro fossrro rimasti posti vacanti, altrimenti ripiegano su altre specializzazioni o vengono assegnati d'ufficio in base al numero di posti e città/contea disponibili. Questo è proprio il punto che contesto dell'esame con graduatoria nazionale: nel senso che va bene scegliere un'altra città/contea per fare la mia specializzazione preferita in caso non fosse disponibile la città di mio interesse, ma obbligarmi a scegliere un'altra specializzazione perchè terminati i posti, andrebbe a discapito della mia inclinazione!
A cosa serve tanta selezione se poi alla fine si finisce a fare quello che non si vuole? Perchè comunque ricordate che una volta fatto l'ECN non c'è nessuno che si permette di ripeterlo, visto quanto è pesante e soprattuto visto che con la nuova ondata di formandi dell'anno successivo, i posti per coloro che vorrebero riprovarci non sarebbero previsti.
In ogni caso quelli che non riescono a scegliere nè la specializzazione, nè la città di interesse di conseguenza ripiegano cercando il miglior compromesso. Quelli che stanno in fondo alla graduatoria invece non potranno scegliere nulla ed in genere vengono inviati d'ufficio a fare medicina del lavoro, igiene e medicina di famiglia.
Altra cosa molto interessante del sistema di formazione francese dello specializzando è la possibilità, per coloro che si sono ben classificati, durante i primi 2 anni di specializzazione di scegliere se proseguire il percorso iniziato o meno.
Infatti spesso ci sono colleghi che hanno un'idea della specializzazione che vorrebbero fare, ma poi "in itinere" si rendono conto che non sono portati per tale disciplina e quindi possono virare entro il II anno su altre. Ovviamente se uno cambiasse al II anno, non riuscirebbe a fare un corso completo per quanto riguarda la nuova specializzazione scelta, quindi viene previsto anche il recupero di questo gap, ritardando il termine della specializzazione e integrandolo con dei semestri aggiuntivi.
Perchè parlo di semestri? Perchè la specializzazione in Francia è dinamica!
Infatti non si parla di anni, ma di semestri. I programmi formativi sono organizzati in semestri dedicati ad un determinato capitolo. Es. per quanto riguarda la radiologia: si comincia col primo semestre al CHU di Nimes dove si fa un percorso di radiologia generale, si prosegue con il secondo semestre (quindi si termina il primo anno) al CHU di Perpignan, dove si continua con un training di radiologia generale, dopodichè si passa a Montpellier dove si fa il terzo semestre per es. nel CHU S.Eloi, dove si fa la radiologia unicamente dell'apparato digestivo, poi il quarto semestre al CHU Arnauld De Villeneuve dove si fa la radiologia unicamente dell'apparato gineco-urologico e cosi via.
Ecco cosa si intende per dinamica, i colleghi francesi seguono la loro specializzazione in una contea di ospedali, spostandosi di 6 mesi in 6 mesi e tra città differenti, ma distanti fra loro massimo 100/150 km. Le strutture ovviamente sono tutte predisposte di residenze per medici sia francesi che stranieri, dove impera una goliardia fantastica, ci sono delle regole da osservare ed io ho vissuto 8 mesi a montpellier, in questo modo! Vi assicuro che è un'esperienza unica e divertente!
All'"internat" infatti chi impera sono gli specializzandi e vi è infatti lo "Chef des internes" (capo degli specializzandi), che domina in maniera indiscussa anche sugli strutturati e professori, ma unicamente nelle mura dell'internat. Infatti in queste residenze esiste la mensa ed è bellissimo vedere strutturati o professori, anziani e nostalgici dei loro tempi, obbedire in modo sommesso e divertito ad un ragazzo di 27/28 anni, mentre di pranza tutti insieme.
Se qualcuno "sgarra" nel senso che non rispetta le regole viene condannato dallo chef e da tutti i commensali a girare la "ruota". Esiste infatti in ogni "salle a manger" una grande ruota appesa al muro con un ago che ruota in maniera solidale e che si arresta su una carta messa lungo la circoferenza della ruota, dove sono descritte le penitenze! nessuno è esentato!!!
Bene fatta questa parentesi, è bene sottolineare come gli internes (specializzandi) francesi proseguono la loro formazione. Vi assicuro che i colleghi vengono messi sin dai primi semestri nelle condizioni di lavorare in maniera quasi del tutto autnoma. Ho vergogna a dire, che ci sono specializzandi del primo semestre che sanno fare delle biopsie e angiografie di semplice esecuzione, mentre in Italia i miei colleghi interventisti cominciano ad essere autonomi chissà quando in sala interventistica!
Già, la differenza è che qui, se i professori o strutturati riescono a creare dei medici valenti e autonomi per loro è motivo di vanto! Non ho mai sentito parlare di ostruzionismo o impedimenti vari, onde evitare che i ragazzi imparino e che divengano concorrenti all'esterno della struttura ospedaliera! C'è da dire che questo oltre ad essere una questione di mentalità e dovere sociale è anche dovuto al fatto che qui la pletora medica non esiste, quindi ci sono una marea di posti vacanti sia nel pubblico che nel privato! Per tale ragione qui hanno bisogno di formare bene il maggior numero di colleghi sia francesi che stranieri. Ovvio che uno straniero intraeuropeo, che viene con l'intenzione di essere formato e da l'idea di voler restare a lavorare in francia, viene curato meglio di colui che viene unicamente per un singolo stage e poi andarsene!
Ma quanto guadagnano i colleghi francesi durante la scuola di specializzazione? La remunerazione non è fissa per anno come la nostra, bensì hanno una paga che si aggira intorno alle 1400 euro il I anno, 1700 il II e 2000 eurogli ultimi tre anni. Ciò che però fa levitare le loro paghe sono le guardie, che sono pagate: 100 euro durante la settimana (lunedi-venerdi), 150 euro il sabato e 200 la domenica.
Non essendo molti per anno a fare la specializzaizione (per la contea di Montpellier in radiologia ne entrano 5 ad anno, quando invece solo a Roma "Sapienza" I facoltà sono in 20) si organizzano in modo tale alle volte da fare sabato e domenica di seguito per guadagnare bene. Altra differenza è che loro su quello che percepiscono pagano le tasse! La loro non è considerata borsa di studio, ma vero e proprio lavoro retribuito, e l'ammontare dell'imponibile è di circa 2500 euro all'anno (quindi lavorano poco più di un mese e mezzo per lo stato).
Per oggi mi fermerei qui, ricordandovi che ho ancora molte cose da dire sul loro sistema e che ovviamente non trascurerò la parte interessante i medici stranieri ed in particolare noi italiani. Purtroppo la settimana prossima parto per un congresso e non avrò tempo di ultimare a breve la sezione, ma cercherò di adoperarmi al più presto possibile.
Un bacio a tutti.
Francesco
Pregherei come ribadito più volte di pormi delle domande direttamente sul blog, in modo tale che i colleghi leggano le mie risposte, evitandomi di riscriverle più volte.
Andiamo al dunque: eravamo rimasti che alla fine del VI anno di medicina i colleghi francesi affrontano un esame "terribile", cioè l'ECN. Questo consta di una sessione di 3 giorni dove appunto vengono proposti dei casi clinici con domande a risposta multipla e il terzo ed ultimo giorno in genere si tratta di leggere un articolo in linua originale, senza abstract, e il fine è appunto proprio quello di crearlo leggendo il resto delle parti dell'articolo. Ovviamente l'articolo è in Francese ;).
Perchè questo esame è "terribile"? Non perchè esso, a differenza di quello "pilotato" italiano, pregiudica al formando medico francese la possibilità di entrare in scuola si specializzazione (perchè dopo questo esame tutti avranno cmq un posto), bensì perchè la riuscita di questo esame, a graduatoria nazionale, condiziona la scelta del tipo di corso di specializzazione e la città o ancora meglio la contea di città in cui si svolgerà per almno 5 anni.
Sono i primi classificati infatti che hanno la possibilità di scegliere la scuola di specializzazione e dove andare a seguire, ribadisco il tutto su una graduatoria nazionale!!! Quindi stiamo parlando di gente già iperselezionata dal precedente "esamone" di medicina tra primo e secondo anno, che si affronta nel secondo esamone, non per regione o università, ma a livello nazionale. Spero che l'idea sia chiara!!!
Io ad oggi sono completamente d'accordo col sistema a graduatoria nazionale per molti versi, tranne che per alcuni che vi elencherò dopo.
Dunque mano mano che i "bravissimi" scelgono quindi specializzazione e città/contea, e che quindi i posti cominciano ad essere occupati, i seguenti nella graduatoria cercano di arrangiarsi scegliendo almeno la specializzazione qualoro fossrro rimasti posti vacanti, altrimenti ripiegano su altre specializzazioni o vengono assegnati d'ufficio in base al numero di posti e città/contea disponibili. Questo è proprio il punto che contesto dell'esame con graduatoria nazionale: nel senso che va bene scegliere un'altra città/contea per fare la mia specializzazione preferita in caso non fosse disponibile la città di mio interesse, ma obbligarmi a scegliere un'altra specializzazione perchè terminati i posti, andrebbe a discapito della mia inclinazione!
A cosa serve tanta selezione se poi alla fine si finisce a fare quello che non si vuole? Perchè comunque ricordate che una volta fatto l'ECN non c'è nessuno che si permette di ripeterlo, visto quanto è pesante e soprattuto visto che con la nuova ondata di formandi dell'anno successivo, i posti per coloro che vorrebero riprovarci non sarebbero previsti.
In ogni caso quelli che non riescono a scegliere nè la specializzazione, nè la città di interesse di conseguenza ripiegano cercando il miglior compromesso. Quelli che stanno in fondo alla graduatoria invece non potranno scegliere nulla ed in genere vengono inviati d'ufficio a fare medicina del lavoro, igiene e medicina di famiglia.
Altra cosa molto interessante del sistema di formazione francese dello specializzando è la possibilità, per coloro che si sono ben classificati, durante i primi 2 anni di specializzazione di scegliere se proseguire il percorso iniziato o meno.
Infatti spesso ci sono colleghi che hanno un'idea della specializzazione che vorrebbero fare, ma poi "in itinere" si rendono conto che non sono portati per tale disciplina e quindi possono virare entro il II anno su altre. Ovviamente se uno cambiasse al II anno, non riuscirebbe a fare un corso completo per quanto riguarda la nuova specializzazione scelta, quindi viene previsto anche il recupero di questo gap, ritardando il termine della specializzazione e integrandolo con dei semestri aggiuntivi.
Perchè parlo di semestri? Perchè la specializzazione in Francia è dinamica!
Infatti non si parla di anni, ma di semestri. I programmi formativi sono organizzati in semestri dedicati ad un determinato capitolo. Es. per quanto riguarda la radiologia: si comincia col primo semestre al CHU di Nimes dove si fa un percorso di radiologia generale, si prosegue con il secondo semestre (quindi si termina il primo anno) al CHU di Perpignan, dove si continua con un training di radiologia generale, dopodichè si passa a Montpellier dove si fa il terzo semestre per es. nel CHU S.Eloi, dove si fa la radiologia unicamente dell'apparato digestivo, poi il quarto semestre al CHU Arnauld De Villeneuve dove si fa la radiologia unicamente dell'apparato gineco-urologico e cosi via.
Ecco cosa si intende per dinamica, i colleghi francesi seguono la loro specializzazione in una contea di ospedali, spostandosi di 6 mesi in 6 mesi e tra città differenti, ma distanti fra loro massimo 100/150 km. Le strutture ovviamente sono tutte predisposte di residenze per medici sia francesi che stranieri, dove impera una goliardia fantastica, ci sono delle regole da osservare ed io ho vissuto 8 mesi a montpellier, in questo modo! Vi assicuro che è un'esperienza unica e divertente!
All'"internat" infatti chi impera sono gli specializzandi e vi è infatti lo "Chef des internes" (capo degli specializzandi), che domina in maniera indiscussa anche sugli strutturati e professori, ma unicamente nelle mura dell'internat. Infatti in queste residenze esiste la mensa ed è bellissimo vedere strutturati o professori, anziani e nostalgici dei loro tempi, obbedire in modo sommesso e divertito ad un ragazzo di 27/28 anni, mentre di pranza tutti insieme.
Se qualcuno "sgarra" nel senso che non rispetta le regole viene condannato dallo chef e da tutti i commensali a girare la "ruota". Esiste infatti in ogni "salle a manger" una grande ruota appesa al muro con un ago che ruota in maniera solidale e che si arresta su una carta messa lungo la circoferenza della ruota, dove sono descritte le penitenze! nessuno è esentato!!!
Bene fatta questa parentesi, è bene sottolineare come gli internes (specializzandi) francesi proseguono la loro formazione. Vi assicuro che i colleghi vengono messi sin dai primi semestri nelle condizioni di lavorare in maniera quasi del tutto autnoma. Ho vergogna a dire, che ci sono specializzandi del primo semestre che sanno fare delle biopsie e angiografie di semplice esecuzione, mentre in Italia i miei colleghi interventisti cominciano ad essere autonomi chissà quando in sala interventistica!
Già, la differenza è che qui, se i professori o strutturati riescono a creare dei medici valenti e autonomi per loro è motivo di vanto! Non ho mai sentito parlare di ostruzionismo o impedimenti vari, onde evitare che i ragazzi imparino e che divengano concorrenti all'esterno della struttura ospedaliera! C'è da dire che questo oltre ad essere una questione di mentalità e dovere sociale è anche dovuto al fatto che qui la pletora medica non esiste, quindi ci sono una marea di posti vacanti sia nel pubblico che nel privato! Per tale ragione qui hanno bisogno di formare bene il maggior numero di colleghi sia francesi che stranieri. Ovvio che uno straniero intraeuropeo, che viene con l'intenzione di essere formato e da l'idea di voler restare a lavorare in francia, viene curato meglio di colui che viene unicamente per un singolo stage e poi andarsene!
Ma quanto guadagnano i colleghi francesi durante la scuola di specializzazione? La remunerazione non è fissa per anno come la nostra, bensì hanno una paga che si aggira intorno alle 1400 euro il I anno, 1700 il II e 2000 eurogli ultimi tre anni. Ciò che però fa levitare le loro paghe sono le guardie, che sono pagate: 100 euro durante la settimana (lunedi-venerdi), 150 euro il sabato e 200 la domenica.
Non essendo molti per anno a fare la specializzaizione (per la contea di Montpellier in radiologia ne entrano 5 ad anno, quando invece solo a Roma "Sapienza" I facoltà sono in 20) si organizzano in modo tale alle volte da fare sabato e domenica di seguito per guadagnare bene. Altra differenza è che loro su quello che percepiscono pagano le tasse! La loro non è considerata borsa di studio, ma vero e proprio lavoro retribuito, e l'ammontare dell'imponibile è di circa 2500 euro all'anno (quindi lavorano poco più di un mese e mezzo per lo stato).
Per oggi mi fermerei qui, ricordandovi che ho ancora molte cose da dire sul loro sistema e che ovviamente non trascurerò la parte interessante i medici stranieri ed in particolare noi italiani. Purtroppo la settimana prossima parto per un congresso e non avrò tempo di ultimare a breve la sezione, ma cercherò di adoperarmi al più presto possibile.
Un bacio a tutti.
Francesco
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