sabato 24 marzo 2012

Medicina e Formazione in Francia 3

Ciao a tutti, qui in Linguadoca oggi c'è un sole meraviglioso, sembra che la primavera stia davvero arrivando.
E' bellissimo la mattina quando arrivo al parcheggio del personale dell'ospedale (il mio CHU sta su una collinetta dominante tutta la città) sentire l'odore del boschetto intorno e il cinguettio degli uccelli, peccato che dopo poco secondi sono già al lavoro :(.

Torniamo alla descrizione delle varie possibilità offerte da quello che sembra essere il primo sistema sanitario al mondo per qualità e solidarietà delle cure (classifica WHO. L'Italia è seconda ma solo per solidarietà delle cure).
Penso abbiate ben compreso che in Francia ci sia una "medicopenia" stravolgente, destinata a durare fino al 2020 apparentemente.
Le università francesi d'accordo col rispettivo sistema sanitario mettono a disposizione per gli specializzandi stranieri uno status definito F.F.I. (faisant fonction intern = facente funzioni specializzando) retribuito a 1300 euro fisse al mese, che incrementano necessariamente con le guardie, pagate come quelle degli altri specializzandi.
Gli FFI in realtà sono trattati come dei veri e propri specializzandi francesi, una volta integrati nel reparto, e senza  ombra di dubbio gli stranieri intracomunitari vengono corteggiati a continuare a lavorare ed eventualmente a restare. 
Ovviamente è bene che comprendiate che sono dei posti, come d'altro canto tutti gli altri status esistenti, che rientrano nel capitolo di spesa dell'amministrazione sanitaria e del reparto, quindi da CHU a CHU e da reparto a reparto cambia la disponibilità.
Normalmente l'FFI è destinato a coloro che non hanno ancora il "diplome", cioè la laurea e vi ricordo che qui in Francia, come ho già spiegato, il titolo di medico lo si acquisisce alla fine della specializzazione con un'unica tesi.
Teoricamente quindi a coloro che vengono dagli altri paesi europei o extra, ma già in possesso della laurea in medicina e chirurgia riconosciuta in "transalpinolandia", hanno diritto non più al posto di FFI, bensì a quello di Attaché (assistente del reparto), con remunerazione fissa di 2100 euro e guardie pagate a 240 euro nell'infrasettimanale e sabato e domenica intorno alle 450 (parlo di cifre lorde, ma cmq ottime no?).
Purtroppo questo non è sempre vero. Infatti non sempre per coloro che dispongono già di una laurea in medicina, già riconosciuta a livello europeo e Francia quindi, viene proposto sin da subito l'Attachè.
Questo infatti dipende tanto dalla disponibilità economica del reparto e soprattutto dalla volontà del primario (che in Francia è quasi più importante del direttore generale!).
Da un lato questo è ottimo perchè chi arriva in questo sistema e non conosce le metodiche di lavoro, la lingua e le procedure e si trova ad iniziare con un FFI è abbastanza protetto. Potrà imparare e lavorare come uno specializzando francese qualsiasi, con un carico di responsabilità ridotto.
Vi ricordo che se fate uno stage in Francia, durante la vostra specializzazione italiana (avete 18 mesi da poter fare fuori dalla vostra struttura originaria se il consiglio della vostra scuola ve lo consente), della durata superiore a 6 mesi almeno e vi hanno accordato un posto da FFI potrete guadagnare 1300 in Francia (senza contare le guardie) e 1800 in Italia. Ovviamente l'Italia non deve essere a conoscenza della vostra rendita nell'Esagono altrimenti sono cazzi!!! Definitemi pure fomentatore di popolo e verso la frode, ma sicuramente non sono un falso e cmq a voi la scelta ;).
In ogni caso ricordatevi una cosa, non badate troppo ai soldi se avrete il coraggio di lasciare l'Italia per un periodo, se non a quelli necessari per vivere, pensate alla vostra formazione!!! Io ho cominciato self-sponsored abitando in uno degli internat dell'ospedale (esperienza fighissima), poi le altre cose sono venute da sole.
Quando un primario nota che arrivate alle 8 insieme a lui ed andate via alle 20 o oltre, mentre alle 18:30 gli specializzandi sono già belli che andati via e che partecipate agli staff multidisciplinari, interagite, proponete, preparate lezioni e le fate voi stessi, insomma che vi lanciate come ho fatto io, non può non proporvi di restare! Hanno bisogno di gente di carattere ed apprezzano gli italiani più degli altri stranieri e poi... per i maschietti a cui piacciono le francesi (io non sono fra questi) col nostro accento italiano in francese, si fanno davvero tante, ma tante "vittime" ;) (certo... pensate un attimo al fatto che non c'è il bidet però! bleah! :D)
Gli specializzandi francesi ragionano nel mio caso così: medicina, radiologia= privato= soldi, tantissimi soldi.
Nessuno vi impedisce di guadagnare all'infinito sin da subito, c'è carenza anche nel privato qui, ma a dipende tanto dalle vostre scelte e da quello che volete nella vostra vita. Gli stipendi ospedalieri non sono male qui anche se si lavora di più che in Italia (da noi 6h al giorno, qui il turno è 8/18:30).

Spero di essere stato utile. La prossima volta credo di poter cominciare a chiudere il capitolo Medicina e Formazione in Francia. 

Qui di sotto io con delle amiche italo-francesi.


 Io e Gaston, FFI congolese e grande amico.



venerdì 23 marzo 2012

Constatazione del mio stato in Francia

Non riesco a crederci... ogni giorno che passa succede sempre qualcosa da notare per il mio sistema mentale.
In positivo o in negativo che sia ogni giorno rimarco qualcosa...
Sia in nel  posto in cui lavoro, sia nella vita quotidiana.
Quanto mi dispiace vedere da lontano la terra che amo nella condizione più disperata dal punto di vista intellettuale e propositivo...
Ogni giorno penso che fra qualche tempo devo e dovrò tornare in Italia, ma quando mi fermo a fare il punto della situazione non c'è nulla, dentro di me, che mi inviti a combattere per ritornarci.
E' davvero incredibile come una semplice ora di aereo faccia letteralmente tanta diferrenza tra la nostra terra e quella in cui vivo ora.
Siamo davvero lontani anni luce su tantissime cose e punti di vista.
Quando sento loro, i francesi, lamentarsi per delle cose, tali che noi non riusciremmo nemmeno ad immaginare, mi viene da ridere per loro perchè lamentano davvero disfunzioni ai miei occhi inesistenti; sorrido con dispiacere per noi, pensando alla nostra terra così lontana da potersi consentire uno sterile compianto per delle cose che funzionano ai massimi livelli e che ogni tanto fanno le bizze.
Qui in Francia di italiani medici non siamo tantissimi, noi giustamente guardiamo molto ai paesi anglofoni, disconoscendo l'elevata formazione medica che questo paese dispone.
Dalla nostra c'è la voglia di fare, di imparare, di misurarsi, di competere con persone di un certo livello (non dei palloni gonfiati come spesso succede nelle nostre università) e il grande spirito di iniziativa che ci caratterizza.
Io mi ritengo ormai un doppio emigrato: prima a Roma e poi ora in Francia.
Dalla loro c'è la sofferenza nostra, iniziale, della solitudine, la diffidenza iniziale da parte loro che ci raffredda, l'incapacità di una lingua più difficile della nostra, il cibo, cultura e modo di fare differente.
Non sono cattivi, sono proprio così... anche fra loro, ma qui al sud è diverso, è meno pronunciato e amano coloro a cui piace giocare e cimentarsi, riconoscono lo sforzo benchè i più competitivi ne soffrano.
Bello è lo spirito di coesione che ci caratterizza quando ci riconosciamo: ormai sono cliente fisso di due ristoratori italiani e poi all'interno dell'enorme CHU (ospedale universitario dove lavoro), siamo circa 2000 persone e ci siamo riconosciuti fra gli italiani.
Siamo in appena 5 io radiologo calabrese (anni 30), Damiano P. di Cagliari  mia spalla e radiologo digestivo (anni 34), Massimo DM pediatra-neonatologo di Sorrento simpaticissimo (forse anni 57? da 30 anni in Francia), Giovanni C. brianzolo ultracool (forse anni 44? da 15 anni in Francia) e una specializzanda di Napoli Giovanna S. che ha aperto gli occhi sulla realtà estera (anni 30 da 6 mesi in Francia).
E' figo quando capita di mangiare insieme su al ristorante, ognuno per educazione parla in francese per non escludere i colleghi madrelingua, ed è li che facciamo sfoggio dei nostri accenti anche in francese!!!
Che insalata! Tra l'altro io mantengo inalterato il mio "calafricano".
Peccato ci si incroci soltanto al lavoro... poi dopo queste brevi pause, torniamo a noi, credo loro, i più vecchi, con la stessa idea inalterata che avevano anni fa quando sono arrivati nell'esagono.
La stessa idea che credo mi faccia da propellente da più di un anno a questa parte: il riscatto, la voglia di imparare, di stare bene ma sopratutto, ed io ne sono eterna vittima di questa componente: la voglia di misurarsi!!!

domenica 18 marzo 2012

Uguaglianza Francese e Ordine dei Medici

Ciao a tutti!
Sempre più ritardatario ormai, infatti man mano che vado avanti accumulo impegni e progetti da portare avanti.
Che dirvi? Meglio così anzichè piangersi addosso per non avere nulla per le mani e soprattutto per il non fare un qualcosa che ci appaga e che si desidera.
Si fa sempre più forte dentro di me la convinzione che bisogna andare via dall'Italia a titolo formativo per un periodo, con l'idea di apprendere un'idea della medicina diversa ed una cultura diversa e per poi ritornare, qualora le condizioni lo consentano.
A me l'Italia manca da morire... il cibo, la cultura, la donna italiana (date delle lezioni di classe ed eleganza alle transalpine senza nemmeno saperlo o forse si? :D), il nostro modo di vivere insomma!
Sottolineo che il nostro "italian style" da loro invidiato è forse in gran parte causa dei nostri mali, ma questo è un altro capitolo.
Oggi volevo parlare di un merito del popolo francese. E' vero che è freddo sulle prime battute e diffidente, ma è comunque davvero il depositario della libertà, uguaglianza e fratellanza!!! Trovate questo Logo dappertutto qui e cavolo se ogni singolo cittadino ci crede (ameno quelli incotrati finora!).
Dovete sapere che la Francia è davvero un paese cosmopolita! E ovviamente si ritrovano in continente un sacco perosone provenienti dai territori che hanno conquistato (tutto il Magreb o l'Africa Nera), ormai naturalizzate francesi.
I francesi continentali non li amano tantissimo, ma con tutto ciò non fiatano contro di loro, esprimono rispetto continuo per la loro cultura, ma ribadisco non sono felicissimi di averceli intorno.
Inoltre bisogna aggiungere che quando questi immigrati divengono francesi  hanno completamente gli stessi diritti dai francesi purosangue (so che è una cosa normale, ma cercate di comprendere la sottigliezza)!
Mi fa davvero piacere vedere come a mensa esistono cibi a scelta e vari per persone di varia religione e come gli inservienti si prodigano a trovare una pietanza commestibile dal musulmano ritardatario, che non trova il suo pollo, poichè terminato!
Inoltre questo paese è stupendo perchè anche se difficilmente consente la carriera fino ai massimi llivelli per chi non è francese, da una marea di alternative soddisfacenti sia sul punto delle responsabilità che economiche a coloro che non sono francesi.
Va da sè che se ci si naturalizza francesi il discorso cambia ed anche se sei nero o giallo puoi divenire presidente della repubblica.

Sappiate che qui in Francia nel 90% dei casi la classe dirigente è costituita da politici o funzionari che hanno frequentato quelle che sono le Grands Ecoles (grandi scuole), che sono delle scuole difficilissime da accedervi e frequentare! Qui si parla infatti di test ultradifficili che selezionano, psicologicamente e dal punto di vista delle inclinazioni i ragazzi che si candidano (ovviamente sono aperte a tutti senda distinzioni). Sono dedite allo studio dell'ingegneria, economia, diplomazia e scienze politiche.
Le selezioni sono ovunque in Francia, ma a chi non riesce è sempre proposta un'alternativa!
Sono scuole istituite all'epoca da uno dei più illuminati statisti che la storia della politica abbia mai potuto conoscere: "Charles De Gaulle".
Ora sappiate che Sarkozy è l'unico presidente della Repubblica Francese a non aver frequentato queste scuole.
I Francesi stanno per andare al voto. Non sono contenti di "Sarkò", non lo vogliono più, dicono sia l'omologo di Berlusconi .
Comunque alla mia domanda, ma perchè "Sarkò" (vi ricordo che i francesi abbreviano tutto!!!) è riuscito a divenire presidente della Repubblica nonostante non avesse le grandi scuole? Perchè avete permesso ciò? La risposta mi ha gelato e mi ha fatto capire quanto sta avanti questo popolo da questo punto di vista: "perchè non concedere la possibilità a chi non ha frequentato le grandi scuole va contro il principio di uguaglianza che ci caratterizza!".

Sono stato ufficializzato all'ordine dei medici il mese scorso! Ho fatto tutte le pratiche dovute per riconoscere i miei titoli e dopo l'avallo del Consiglio Nazionale di Parigi ( Parigi mette parola su tutto ed in ultima istanza! Qui non sanno manco che cosa sia il federalismo,) sono stato convocato all'ordine.
Io mi sono presentato col mio giubbottino, jeans, snikers e con uno zainetto! Mica avevo capito che era una cosa ufficiale e che c'era un cerimoniale da seguire, ma d'altronde ero appena uscito dall'ospedale...
Avranno apprezzato la sincerità.
Insomma ero nella sala d'aspetto dell'ordine e stavo guardando sulle bacheca la marea di annunci per remplacements (sostituzioni) a 1000 euro al giorno (in posti sperduti della Francia (questo giustifica il prezzo) per radiologi, anestesisti, chirurghi oncologi e ORL) quando mi sento chiamare alle spalle: "Monsieur Macrì...". Mi giro ed era l'hostess del consiglio che mi avvisava che era il mio turno.
Mi porta lungo un corridoio lunghissimo dove in fondo c'è una porta (ho avuto una sensazione fantozziana per un attimo), entro e c'è una grande scrivania con dietro due persone; un uomo ed una donna.
Si presentano, sono due consiglieri dell'ordine, sono lì per "salutarmi".
I due cominciano a pormi una marea di domande sul perchè sono venuto in Francia, dove sono nato, di che mi occupo, che interessi ho, se sono sposato o fidanzato, se ho figli etc. etc..
Un discorso con una relativa connessione, ma che non riuscivo a ben decifrare... nel frattempo mentre parlavo uno dei due barrava della caselle su un foglio, ma non riuscivo a vedere bene, ero distante e poi sono un bastardo miope!!!
Ad un certo punto la donna mi dice con tono serio: "ma lei è cosciente che probabilmente per questa sua scelta potrebbe non voler più tornare a lavorare nel suo bel paese?" Ed io: "ho valutato tutte le ipotesi, ma dipende da quello che la Francia mi offrirà".
Alla fine del discorso i due con voce e modo entusiasta si alzano a stringermi la mano e mi dicono le seguenti parole: "Dr. Macrì la Francia è felice di accoglierla e fa confidenza nel suo operato e serietà e spera che lei si ambienti al meglio nel nostro paese. Per problemi di qualsiasi natura, lei ha dei referenti specializzati in questa sede. Ci aspettiamo che lei come gli altri colleghi stranieri che ospitiamo volentieri  ci aiutiate a superare con decisione e dignità la mancanza di medici del nostro paese!"
Tradotto a mio parere: siamo felici di averti nel pubblico ma non te ne andare da lì nel privato altrimenti ci rovini!
Alla fine senza saperlo mi hanno testato, mi hanno fatto domande di tutti i tipi, volte a conoscere le mie intenzioni, cioè se ero lì perchè il loro privato (ultraremunerativo) mi facesse gola, se avessi semplicemente bisogno di uno stipendio visto che l'Italia è combinata peggio della Grecia e svilisce sempre di più la nostra professione, oppure semplicemente perchè volevo formarmi. Ovviamente ho fatto risaltare l'ultima idea, ho detto che volevo restare all'università perchè avevo bisogno di formarmi ancora (e non che non sia vero)!!!
Inoltre quel foglio che veniva riempito da uno dei due consiglieri, mano mano che io parlavo era anche per valutare il mio livello di lingua!!! Infatti alla fine sono risultato fluente, ma con piccole resistenze!
Spero abbiate ben intuito i messaggi di oggi, sono abbastanza chiari: principio di uguaglianza francese e cosa più importante per chi è intenzionato all'avventura francese il test all'ordine dei medici...

Un bacio e alla prossima.

sabato 25 febbraio 2012

Medicina e formazion in Francia 2

Ciao a tutti, come promesso, seppur in ritardo, torno di nuovo a parlare di medicina e formazione in Francia. Perdonatemi per il ritardo, ma poichè sono in fase organizzativa, dovuta prevalentemente al trasloco in un nuovo appartamento, non ho avuto tempo per continuare ad aggiornare il blog.
Pregherei come ribadito più volte di pormi delle domande direttamente sul blog, in modo tale che i colleghi leggano le mie risposte, evitandomi di riscriverle più volte.

Andiamo al dunque: eravamo rimasti che alla fine del VI anno di medicina i colleghi francesi affrontano un esame "terribile", cioè l'ECN. Questo consta di una sessione di 3 giorni dove appunto vengono proposti dei casi clinici con domande a risposta multipla e il terzo ed ultimo giorno in genere si tratta di leggere un articolo in linua originale, senza abstract, e il fine è appunto proprio quello di crearlo leggendo il resto delle parti dell'articolo. Ovviamente l'articolo è in Francese ;).
Perchè questo esame è "terribile"? Non perchè esso, a differenza di quello "pilotato" italiano, pregiudica al formando medico francese la possibilità di entrare in scuola si specializzazione (perchè dopo questo esame tutti avranno cmq un posto), bensì perchè la riuscita di questo esame, a graduatoria nazionale, condiziona la scelta del tipo di corso di specializzazione e la città o ancora meglio la contea di città in cui si svolgerà per almno 5 anni.
Sono i primi classificati infatti che hanno la possibilità di scegliere la scuola di specializzazione e dove andare a seguire, ribadisco il tutto su una graduatoria nazionale!!! Quindi stiamo parlando di gente già iperselezionata dal precedente "esamone" di medicina tra primo e secondo anno, che si affronta nel secondo esamone, non per regione o università, ma a livello nazionale. Spero che l'idea sia chiara!!!
Io ad oggi sono completamente d'accordo col sistema a graduatoria nazionale per molti versi, tranne che per alcuni che vi elencherò dopo.
Dunque mano mano che i "bravissimi" scelgono quindi specializzazione e città/contea, e che quindi i posti cominciano ad essere occupati, i seguenti nella graduatoria cercano di arrangiarsi scegliendo almeno la specializzazione qualoro fossrro rimasti posti vacanti, altrimenti ripiegano su altre specializzazioni o vengono assegnati d'ufficio in base al numero di posti e città/contea disponibili. Questo è proprio il punto che contesto dell'esame con graduatoria nazionale: nel senso che va bene scegliere un'altra città/contea per fare la mia specializzazione preferita in caso non fosse disponibile la città di mio interesse, ma obbligarmi a scegliere un'altra specializzazione perchè terminati i posti, andrebbe a discapito della mia inclinazione!
A cosa serve tanta selezione se poi alla fine si finisce a fare quello che non si vuole? Perchè comunque ricordate che una volta fatto l'ECN non c'è nessuno che si permette di ripeterlo, visto quanto è pesante e soprattuto visto che con la nuova ondata di formandi dell'anno successivo, i posti per coloro che vorrebero riprovarci non sarebbero previsti.
In ogni caso quelli che non riescono a scegliere nè la specializzazione, nè la città di interesse di conseguenza ripiegano cercando il miglior compromesso. Quelli che stanno in fondo alla graduatoria invece non potranno scegliere nulla ed in genere vengono inviati d'ufficio a fare medicina del lavoro, igiene e medicina di famiglia.
Altra cosa molto interessante del sistema di formazione francese dello specializzando è la possibilità, per coloro che si sono ben classificati, durante i primi 2 anni di specializzazione di scegliere se proseguire il percorso iniziato o meno.
Infatti spesso ci sono colleghi che hanno un'idea della specializzazione che vorrebbero fare,  ma poi "in itinere" si rendono conto che non sono portati per tale disciplina e quindi possono virare entro il II anno su altre. Ovviamente se uno cambiasse al II anno, non riuscirebbe a fare un corso completo per quanto riguarda la nuova specializzazione scelta, quindi viene previsto anche il recupero di questo gap, ritardando il termine della specializzazione e integrandolo con dei semestri aggiuntivi.
Perchè parlo di semestri? Perchè la specializzazione in Francia è dinamica!
Infatti non si parla di anni, ma di semestri. I programmi formativi sono organizzati in semestri dedicati ad un determinato capitolo. Es. per quanto riguarda la radiologia: si comincia col primo semestre al CHU di Nimes dove si fa un percorso di radiologia generale, si prosegue con il secondo semestre (quindi si termina il primo anno) al CHU di Perpignan, dove si continua con un training di radiologia generale, dopodichè si passa a Montpellier dove si fa il terzo semestre per es. nel CHU S.Eloi, dove si fa la radiologia unicamente dell'apparato digestivo, poi il quarto semestre al CHU Arnauld De Villeneuve dove si fa la radiologia unicamente dell'apparato gineco-urologico e cosi via.
Ecco cosa si intende per dinamica, i colleghi francesi seguono la loro specializzazione in una contea di ospedali, spostandosi di 6 mesi in 6 mesi e tra città differenti, ma distanti fra loro massimo 100/150 km. Le strutture ovviamente sono tutte predisposte di residenze per medici sia francesi che stranieri, dove impera una goliardia fantastica, ci sono delle regole da osservare ed io ho vissuto 8 mesi a montpellier, in questo modo! Vi assicuro che è un'esperienza unica e divertente!
All'"internat" infatti chi impera sono gli specializzandi e vi è infatti lo "Chef des internes" (capo degli specializzandi), che domina in maniera indiscussa anche sugli strutturati e professori, ma unicamente nelle mura dell'internat. Infatti in queste residenze esiste la mensa ed è bellissimo vedere strutturati o professori, anziani e nostalgici dei loro tempi, obbedire in modo sommesso e divertito ad un ragazzo di 27/28 anni, mentre di pranza tutti insieme.
Se qualcuno "sgarra" nel senso che non rispetta le regole viene condannato dallo chef e da tutti i commensali a girare la "ruota". Esiste infatti in ogni "salle a manger" una grande ruota appesa al muro con un ago che ruota in maniera solidale e che si arresta su una carta messa lungo la circoferenza della ruota, dove sono descritte le penitenze! nessuno è esentato!!!
Bene fatta questa parentesi, è bene sottolineare come gli internes (specializzandi) francesi proseguono la loro formazione. Vi assicuro che i colleghi vengono messi sin dai primi semestri nelle condizioni di lavorare in maniera quasi del tutto autnoma. Ho vergogna a dire, che ci sono specializzandi del primo semestre che sanno fare delle biopsie e angiografie di semplice esecuzione, mentre in Italia i miei colleghi interventisti cominciano ad essere autonomi chissà quando in sala interventistica!
Già, la differenza è che qui, se i professori o strutturati riescono a creare dei medici valenti e autonomi per loro è motivo di vanto! Non ho mai sentito parlare di ostruzionismo o impedimenti vari, onde evitare che i ragazzi imparino e che divengano concorrenti all'esterno della struttura ospedaliera! C'è da dire che questo oltre ad essere una questione di mentalità e dovere sociale è anche dovuto al fatto che qui la pletora medica non esiste, quindi ci sono una marea di posti vacanti sia nel pubblico che nel privato! Per tale ragione qui hanno bisogno di formare bene il maggior numero di colleghi sia francesi che stranieri. Ovvio che uno straniero intraeuropeo, che viene con l'intenzione di essere formato e da l'idea di voler restare a lavorare  in francia, viene curato meglio di colui che viene unicamente per un singolo stage e poi andarsene!
Ma quanto guadagnano i colleghi francesi durante la scuola di specializzazione? La remunerazione non è fissa per anno come la nostra, bensì hanno una paga che si aggira intorno alle 1400 euro il I anno, 1700 il II e 2000 eurogli ultimi tre anni. Ciò che però fa levitare le loro paghe sono le guardie, che sono pagate: 100 euro durante la settimana (lunedi-venerdi), 150 euro il sabato e 200 la domenica.
Non essendo molti per anno a fare la specializzaizione (per la contea di Montpellier in radiologia ne entrano 5 ad anno, quando invece solo a Roma "Sapienza" I facoltà sono in 20) si organizzano in  modo tale alle volte da fare sabato e domenica di seguito per guadagnare bene. Altra differenza è che loro su quello che percepiscono pagano le tasse! La loro non è considerata borsa di studio, ma vero e proprio lavoro retribuito, e l'ammontare dell'imponibile è di circa 2500 euro all'anno (quindi lavorano poco più di un mese e mezzo per lo stato).
Per oggi mi fermerei qui, ricordandovi che ho ancora molte cose da dire sul loro sistema e che ovviamente non trascurerò la parte interessante i medici stranieri ed in particolare noi italiani. Purtroppo la settimana prossima parto per un congresso e non avrò tempo di ultimare a breve la sezione, ma cercherò di adoperarmi al più presto possibile.

Un bacio a tutti.
Francesco

mercoledì 22 febbraio 2012

Chiedo scusa per la mia assenza di quasi dieci giorni, ma come avevo preannunciato sto finendo di traslocare. Non è stato facile per niente, ma è quasi andata. Sfrutto infatti la sera, quando finisco di lavorare, per portare delle cose in questo nuovo appartamento o montarne di nuove.
 In questo fine settimana produrrò un'altra parte su ciò che concerne la medicina e formazione in Francia.
Pregherei chi legge di pormi le domande direttamente sul blog, in modo tale che così anche gli altri possano informarsi ed evitino di pormi le medesime domande alle quali io ho già risposto privatamente.
Cmq grazie davvero per quello che mi scrivete in privato per quanto riguarda il blog e l'iniziativa, mi fa davvero piacere!
Magari potessi avere quello che ho qui dal punto di vista professionale in Italia.
Certo, poi sarebbe tutto troppo perfetto.
Un saluto a tutti e a presto.

Francesco.

lunedì 13 febbraio 2012

Glasgow 6, Medico urgentista, Elasticità e Pragmaticità in medicina.

Traslocare è un casino. Non ho ancora terminato. Ora ho capito perchè i mobili da montare da soli costano di meno.

Venerdi ero di turno alla TAC urgenze quando mi annunciano l'arrivo di un paziente di 84 anni in Glasgow 6.
Gli urgentisti che lo accompagnano mi chiedono una tac encefalo con poligono del Willis, per escludere un AVC (accident vasculaire cerebral).
Propongo di estendere il campo di studio anche ai vasi del collo, in modo da vedere che non vi siano delle placche ai TSA, potenzialmente emboligene.
Gli urgentisti mi guardano con un fare sorpreso e mi dicono: "d'accordo, se lei vuole". Mi sono chiesto che cosa mai li avrà sorpresi.
Si sappia che gli urgentisti qui sono una categoria a parte, sono i medici dell'emergenze-urgenza, sono i medici del pronto soccorso che montano in ambulanza o elicottero al momento della "prise en charge" del paziente da parte del SAMU (equivalente al nostro 118). Sono fighi, ma sono comuque spartani e poco elastici su alcuni discorsi.
Intorno a me c'è concitazione, frenesia, i tecnici guardano il monitor della consolle intenti a fare il loro lavoro e quasi a dire: "io la mia parte sto per finirla, fra poco tocca a te".
Gli urgentisti parlano nervosamente al telefono non so con chi, cerco di capire cosa blaterano, ma non ci riesco più di tanto, ogni volta che provo a decifrare il loro francese, concitato e affannato, perdo millesimi di secondo utili alla mia concentrazione sull'esame che sta per essere "sfornato".
Ho imparato da un pò che devo già avere pronta una lista di diagnosi differenziali ben fissa in mente appena finisco di ascoltare l'anamnesi. Ci provo, ne tiro fuori una con le più probabili secondo me.
Per il casino che stanno facendo dietro le mie spalle, comincio ad innervosirmi anche io, ma sto zitto comunque. In più il bip del monitoraggio frequenza e attività cardiaca del paziente in coma mi trapana il cervello.
Chiedo di spegnere l'ascolto in sala TAC della nostra consolle. Fatto. Riposo.
Sento dire che l'elicottero si sta preparando per il decollo per trasportare il paziente alla vicina Montpellier, dove uno dei miei colleghi è pronto a "trombectomizzare" o "embolizzare"
Ecco il 128 Siemens tira fuori le prime immagini in anteprima, sono quelle "sansinj" (senza m.d.c.), sui dati grezzi sembra non vi siano segni di emorragia. Chiedo alla tenica di ricostruirmele.
Cazzo sento il fiato sul collo dell'urgentista più vicino a me che vuole sapere cosa veda. Ma io sono mai andato nel suo cazzo di repartino a rompergli i coglioni in questo modo, magari mentre sta somministrando dell'atropina???
Parte la fase col contrasto: vasi del collo e poligono di Willis. Cazzo quanto corre la siemens! Ha già fatto tutto!
Chiedo un'altra fase, quella del parenchima. Si ok, ritardo a 5 minuti.
La tecnica ha tutto ricostruito, un gioco di sguardi e ci scambiamo il posto. Mi siedo, gli urgentisti mi si mettono accanto uno da una parte e uno dall'altra, sembrano due maledetti inquisitori.
Ok, ora è il mio turno seriamente.
Mando affanculo mentalmente 'sti due cerberi che mi stanno a fianco, lista delle diagnosi differenziali in testa e comincio a scorrere l'esame.
Bene niente segni di emorragia, nè ipo o iperdensità sospette, nè asimmetrie tra i due emisferi.
Passo a quelle con contrasto: Parto dall'arco aortico: ateroma. Salgo alle biforcazioni: placche non stenosanti. Poligono di Willis: evvai! ci sei tutto e pervissimo. Dio quanto sei bello!
Vertebrali? Si, ci sono anche loro.
Prima che i due cani dell'urgenza mi sconquassino di domande, li precedo io: "Pas d'hemorragie, Pas d'AVC constitué recent".
E loro, a bene allora blocchiamo l'elicottero?Cazzo e che dipende da me se vi volete fare il viaggetto in "elicò" (loro abbreviano tutto)?
Si cazzo dipende da me. Francesco che ha 'sto paziente? Eppure è un Glasgow 6 qualcosa deve avere! Dio mio c'è qualcosa che mi sfugge ed io sto per annullare il viaggio della speranza di sto povero vecchietto???
Rivediamo i vasi! No, tutto pulito, il  Willis c'è tutto con tutta la sua infima circolazione posteriore (AICA e PICA sono abbastanza stronze a volte).
La fase parenchimatosa non mostra masse. Sangue sul senza mdc non ce n'è? Nooo, non c'è!!!
L'urgentista mi guarda come a dire: "allora? che facciamo? lo mandiamo a Montpellier o no?".
Quindi? Francesco che fai lo mandi a Montpellier a salvargli la vita o no???
Ultime fette verso l'arco aortico, scendo e l'occhio si sposta dal centro dal mediastino all'apice polmonare di sinistra.
Cazzo! Come ho fatto a non vederlo prima?!? Qui è tutto pieno di versamento pleurico! Il parenchima non lo vedo più! Porca miseria, le immagini finiscono! Ovvio abbiamo acquisito dall'arco aortico!
Ok, ora con tono sicuro dico NO. Non c'è bisogno di portarlo in neurointerventistica. Qui è tutto pulito. Gli urgentisti vedendomi convinto, si tranquillizzano di conseguenza.
Aggiungo loro che c'è dell'altro. c'è del versamento pleurico, solo a sinistra sulle immagini. Dico loro che vorrei fare un'estensione dell'esame al torace.
Mi rispondono che per le condizioni in cui versa il paz. non è questa la sua priorità. Io insisto, dico che non ho bisogno di contrasto e che è questione di qualche secondo!
Loro mi dicono: no! La priorità del paziente non è questa. Non insisto e non capisco.
Da noi a Roma, molto elasticamente avremmo all'ungato il campo in nemmeno 30 secondi. Bisogna dare una risposta!
La differenza tra il mio pensiero e il loro stava nel fatto, che io cercavo la causa, volevo fare diagnosi,  mentre loro volevano unicamente eliminare la presenza di un'emorragia o stroke, come se quello fosse il loro unico compito .
Non condivido questo modo di agire. Quel paziente doveva essere controllato subito, soprattutto visto che un minuto in più non avrebbe ridotto ulteriormente il suo grado di coma!
Il paziente, come un peso morto, viene spostato dal tavolo della tac alla barella, gli urgentisti lo seguono, se ne vanno...
Chiamo oggi per curiosità in ospedale ed il collega di guardia, nel mezzo della conversazione, mi riferisce che il "mio" paziente era ritornato sabato a fare la tac del torace, diagnosi: tumore del polmone infiltrante il bronco e vasi polmonari del lobo superiore.
Io credo che il paziente abbia perso 24h (senza grande danno per fortuna), complice la poca elasticità di questo sistema così "quadrato". E se alla fine non fosse stato un tumore, ma qualcosa che avrebbe meritato un itervento immediato?

Francesco.

mercoledì 8 febbraio 2012

Orgoglio francese, Crisi in Francia, Fornero.

Non posso non sottolineare l'essere francese.
All'inizio avevo una marea di pregiudizi legati ad una precedente vacanza fatta nel 2008 a Parigi. 
Non venimmo trattati bene e anzi da alcuni camerieri venimmo anche canzonati, inoltre non era possibile che nella città più visitata al mondo non si parlasse un minimo di inglese, quello essenziale dico, almeno per le cose turistiche, quello che parlano tutti i gestori dei ristoranti del centro di Roma tanto per lavorare con i turisti. 
Certo io parlo un inglese maccheronico e con un accento leggermente del reggino calabrese, ma sti stronzi o non capivano o se capivano rispondevano in francese! Assurdo. 
Ripartii con l'idea che Parigi fosse una città fantastica, ma che i francesi fossero una massa di stronzi assurdi.
Ritornatoci due anni e mezzo dopo mi sono reso conto che il pregiudizio scaturito all'epoca verso i francesi riguardo la loro stronzaggine... era del tutto confermato!!!
No scherzo, ad onor del vero è riservato ai Parigini. Sono insopportabili, almeno quelli che ho incontrato io (tranne uno), e vedeste il senso di superiorità che hanno verso il resto dei francesi e del mondo! ;)
Più in generale, secondo la mia opinione strettamente personale, il francese tipo è ben sicuro di se, della sua storia alla quale è attaccatissimo, sciovinista all'ennesima potenza, freddo nei rapporti, ma non cattivo, lento a intraprendere una relazione veramente "amicale", quasi come se studiasse il soggetto e mantenesse distanza e diffidenza fino a che non si rende conto che è un proprio simile! Il brutto è che questo trattamento è riservato non solo agli stranieri ma anche fra di loro.
Io, un pò per dote naturale e un pò per la mia continua cazzonagine e faccia da "culo", mi sono introdotto dopo pochi mesi a Montpellier; qui su Nimes invece le cose sono state acceleratissime, ma è contato tanto il fatto che ormai ho una conoscenza essenziale della lingua da poter costruire varie frasi con espressioni familiari/idiomatiche e sopratutto battute! ;)
Cmq c'è da dire che noto un atteggiamento ben diverso e molto caloroso qui al sud, la gente è più familiare e si lega meglio e velocissimamente rispetto ai "nordisti" che stanno qui. 
La cosa che più  mi innervosisce della Francia è il loro attaccamento al loro essere francese, in tutto. 
Hanno un'attenzione e conservazione della loro lingua che è assurda, ci sono una marea di cose che tutto il mondo definisce in modo convenzionale tipo Pc o computer, desktop, trailer dei film etc. e che loro invece chiamano con dei propri termini, per non parlare del vocabolario medico che cambia al 50 % (sapeste quanto è dura), un esempio su tutti: ganglion (linfonodo) e amygdales (tonsille). 
In più una cosa che mi stupisce è che per le ricerche, anzichè consultare le riviste internazionale in primis, corrono prevalentemente a consultare quelle francesi. Studiano e seguono corsi in francese, vivono per la letteratura medica francese, che devo riconoscere è di livello elevatissimo. In particolare vi sono una marea di corsi straben fatti e non a pagamento su internet, offerti dalle società di categoria specialistica di riferimento.
A Montpellier mi riconoscevano che effettivamente si sarebbero dovute adattare alla nomenclatura internazionale e se notavo nei loro referti termini che si distanziavano, di sottolinearglielo. 
Bene, qui a Nimes è un pò più dura ma il processo è cominciato di mia mano, nei miei referti parlo di "tonsilles" per esempio e a proposito di questa sottile battaglia all'apertura verso il mondo medico internazionale (non sarò io a vincerla) del colosso francese, due giorni fa sono venuti due specializzandi di neurologia a chiedermi che cosa fosse il "kinking". 
Io con naturalezza ho spiegato che esiste anche il "coiling". 
I due si sono guardati come se cadessero dalle nuvole e mi hanno detto: "a bo?" (vuol dire ah si? ma va detto con fare sorpreso:)). Certo! E ho disegnato loro cosa volesse significare, ma mi guardavano increduli finchè uno con fare di compassione mi dice:"si ma in francia noi diciamo tortuosità del vaso", ed io: si ma come la classifichi la tortuosità? 
Bè per farla breve io ero tranquillissimo, perchè prima di dettare il referto giorni prima, avevo preventivamente controllato su internet se questi termini in letteratura francese esistessero, ed effettivamente mi sono venute fuori una marea di pubblicazioni dove si parlava di kinking e coiling "des arteres carotidiennes". Mostrato loro gli articoli si sono accomiatati apparentemente convinti. ;)
La cosa mi diverte, mi piace scardinare un pò il loro vocabolario un pò chiuso. Ho cominciato a parlare anche di "fausses cordes vocales" (corde vocali false), mentre loro abitualmente parlano di "bande ventriculaires". 
Dunque al di là di ciò, in totale sebbene questo loro modo di fare mi innervosisca abbastanza da un lato, dall'altro hanno tutto il mio rispetto e stima perchè sono molto fieri della proprio lingua, del loro essere e nazione e non si lasciano contaminare o meglio direi "cambiare" da altre culture. Alla fine sono chiusi, ma al momento giusto si aprono ed incamerano il nuovo, accettandolo. 
Mi piacerebbe tanto che l'orgoglio di essere italiani fosse anche di sentirsi italiani, con la stessa intensità di quello dei francesi. Per lo meno anche se lo si è, che si abbiano i motivi tali da poterlo mantenere senza appellarsi alla nostra storia culturale e artistica terminata nel passato. 
Sapeste come sono appasionati e curiosi dell'essere italiano! Ogni volta che possono, appena prendono un pò di confidenza, mi dicono qualche parola in italiano oppure altri rivendicano spesso origini italiane.
Sono appassionati del nostro cinema di un tempo (Fellini, Scola, Monicelli, Pasolini etc.), del nostro modo di  vivere e vestire (forse aggiungerei anche un pò invidiosi) e dicono in continuazione che abbiamo la lingua più bella del mondo... 
Le donne ammettono di essere affascinate da noi maschietti quando parliamo in francese, col nostro inevitabile accento italiano (che loro riconoscono prontamente) ed io non posso fare a meno di dire che effettivamente anche a noi italiani la donna francese, che parla in italiano, ci fa morire... Ovviamente non dico la seconda parte del pensiero (cioè che preferisco al 100% la mia "femmina italica" in tutti i sensi).

Qui l'area di crisi e di svilimento della professione medica non si respira e sebbene si dica che la crisi sia presente anche qui, io non la vedo! La gente lavora, i giovani disoccupati non sono ai livelli degli italiani, insomma io non respiro il pessimismo che esiste e dilaga in Italia. 
Sarà che non sono penetrato ancora completamente nel tessuto sociale, ma io noto che senz'altro si sta lontani dalla condizione della nostra povera Italia. 
I giovani in un modo o nell'altro lavorano, grazie a gli stage professionalizzanti che ognuno di loro fa. Lo stipendio medio in francia è di circa 1400 euro.
Il sistema "raccomandazioni" esiste, ma è diverso.... è una raccomandazione ufficiale o meglio piuttosto una presentazione, con una differenza... chi raccomanda  non si spende assolutamente per chi  non vale nulla!!!
A proposito... dite alla nostra collega figlia della Fornero, che risponde che il suo Curriculum parla e giustifica quello che ha ottenuto, che ognuno di noi sarebbe in grado di avere un CV degno e di diventare bravo (se non eccelso) se venisse messo nelle condizioni tali di concentrarsi ad apprendere e a lavorare, dalle istituzioni e non come avviene da noi da parenti ed amici. Gli altri invece, ogni giorno, devono concentrarsi a pensare a come districarsi  per evitare la "fregatura" di turno, spesso messa in atto proprio dalle istituzioni ...

un bacio e alla prossima.